Il ragazzino vedeva la Luna a modo suo.
La vedeva enorme, bluastra, sollevarsi dall'orizzonte, immensa, gioiosa... e ogni volta gli diceva qualcosa di nuovo, qualcosa di strano, sempre qualcosa di gioioso.
Mentre tutti giocavano, ridevano, scherzavano, lui rimaneva alla finestra ad ascoltare quello che aveva da dirgli la Luna.
Crescendo, poi, dimenticò pian piano la Luna, e dovette scegliersi una via, un nome, un titolo, un ruolo... e la Luna rimase lì, triste, perchè non aveva più nessuno cui raccontare le sue storie.
Sì, la Luna, povera Luna, divenne piccola, pallida, insignificante...
Non è facile, essere Luna.
Non quando nessuno alza gli occhi al cielo per ascoltare le tue storie.
La vedeva enorme, bluastra, sollevarsi dall'orizzonte, immensa, gioiosa... e ogni volta gli diceva qualcosa di nuovo, qualcosa di strano, sempre qualcosa di gioioso.
Mentre tutti giocavano, ridevano, scherzavano, lui rimaneva alla finestra ad ascoltare quello che aveva da dirgli la Luna.
Crescendo, poi, dimenticò pian piano la Luna, e dovette scegliersi una via, un nome, un titolo, un ruolo... e la Luna rimase lì, triste, perchè non aveva più nessuno cui raccontare le sue storie.
Sì, la Luna, povera Luna, divenne piccola, pallida, insignificante...
Non è facile, essere Luna.
Non quando nessuno alza gli occhi al cielo per ascoltare le tue storie.
