Antico componimento poetico di autore ignoto
Qualcuno mi disse che sono una nullità.
Io mi dissi che sono un'infinità.
Chi conta di più?
Relativo è il valore di una persona:
nulla al mondo può trovare il giusto peso
da porre sull'altro piatto della bilancia.
Mille anni, duemila, tremila cercai la soluzione
e mille, duemila e tremila anni mi invischiai sempre più nell'Enigma.
Traversai nella notte boschi terrificanti pieni di occhi
che guardavano in ogni direzione da ogni angolo
e non trovai mai l'Occhio che potesse
definitivamente arrogarsi la Ragione.
Mille e più campi di battaglia scorsi di lontano,
ed eserciti immensi scontrarsi nelle pianure
in un macabro fragore di armi e di ossa spezzate
ma mai e poi mai riuscii a comprendere
quale di essi fosse il Buono e quale il Cattivo.
Tornai infine a casa
nudo, affamato e stanco
portando con me un unico grande Tesoro
racchiuso dentro un sacco:
esso era il grande dono della Verità
che ha il nome sublime e divino di Incertezza.
Così, compreso il Tutto, ebbi riposo.
Io mi dissi che sono un'infinità.
Chi conta di più?
Relativo è il valore di una persona:
nulla al mondo può trovare il giusto peso
da porre sull'altro piatto della bilancia.
Mille anni, duemila, tremila cercai la soluzione
e mille, duemila e tremila anni mi invischiai sempre più nell'Enigma.
Traversai nella notte boschi terrificanti pieni di occhi
che guardavano in ogni direzione da ogni angolo
e non trovai mai l'Occhio che potesse
definitivamente arrogarsi la Ragione.
Mille e più campi di battaglia scorsi di lontano,
ed eserciti immensi scontrarsi nelle pianure
in un macabro fragore di armi e di ossa spezzate
ma mai e poi mai riuscii a comprendere
quale di essi fosse il Buono e quale il Cattivo.
Tornai infine a casa
nudo, affamato e stanco
portando con me un unico grande Tesoro
racchiuso dentro un sacco:
esso era il grande dono della Verità
che ha il nome sublime e divino di Incertezza.
Così, compreso il Tutto, ebbi riposo.
