domenica 2 marzo 2014

Antico componimento poetico di autore ignoto

Qualcuno mi disse che sono una nullità.
Io mi dissi che sono un'infinità.
Chi conta di più?

Relativo è il valore di una persona:
nulla al mondo può trovare il giusto peso
da porre sull'altro piatto della bilancia.

Mille anni, duemila, tremila cercai la soluzione
e mille, duemila e tremila anni mi invischiai sempre più nell'Enigma.

Traversai nella notte boschi terrificanti pieni di occhi
che guardavano in ogni direzione da ogni angolo
e non trovai mai l'Occhio che potesse
definitivamente arrogarsi la Ragione.

Mille e più campi di battaglia scorsi di lontano,
ed eserciti immensi scontrarsi nelle pianure
in un macabro fragore di armi e di ossa spezzate
ma mai e poi mai riuscii a comprendere
quale di essi fosse il Buono e quale il Cattivo.

Tornai infine a casa
nudo, affamato e stanco
portando con me un unico grande Tesoro
racchiuso dentro un sacco:
esso era il grande dono della Verità
che ha il nome sublime e divino di Incertezza.

Così, compreso il Tutto, ebbi riposo.

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