domenica 2 marzo 2014

Teschi...

Ospiti frequenti delle case di studenti di medicina, c'era chi li teneva su un mobiletto, chi sul comodino accanto al letto...
Non ho mai capito dove se li fossero procurati, e non si può non sospettare che, almeno in alcuni casi, la presenza di tali inquietanti ospiti in quelle case potesse aver avuto origine da nefandi atti di profanazione...

Io sono sempre stato sensibile, e mai avrei avuto il coraggio di tenerne uno, anche se bisogna riconoscere che nello studio di ossa complicate come lo sfenoide e il temporale sarebbe stato una mano santa, ma in certe notti tempestose, quando il sonno tarda ad arrivare e ti ritrovi solo, faccia a faccia col tuo ospite inquietante, mentre da fuori giungono i boati dei tuoni, i bagliori dei fulmini e lo spettrale ululato del vento, potresti trovarti in una di quelle situazioni magiche in cui è possibile sentirne la VOCE, e allora le parole mute che ne verrebbero potrebbero non essere del tutto piacevoli o rassicuranti...

Il paesino semiabbandonato di Rocca..., nel profondo appennino, aveva un cimitero in stato di degrado, con il terreno dissestato, tombe abbondantemente scoperchiate, lapidi rotte... e fu lì che incontrammo la "Signora Senza Testa".
Giaceva sotto una lapide mancante di una buona parte, aveva indosso una maglia color rosso porpora dalla cui manica usciva una mano ben composta con tutti i pezzi in ordine, carpo, metacarpo, falangi, falangine e falangette, ordinatamente posata al suolo in atteggiamento prono... ma NON AVEVA LA TESTA: il cranio era assolutamente mancante!
Ricordando certe macabre storie in cui si raccontava che studenti di medicina senza troppi scrupoli si fossero recati a procacciarsi materiali di studio in cimiteri semiabbandonati di paesini sperduti di montagna, formulai facilmente la più agghiacciante delle ipotesi circa il destino della testa mancante di quella povera donna, e me ne rattristai.

Chissà, forse nelle notti di tempesta il vento ululante porta con sè uno spettro che, uscito da quella tomba dissestata, si reca dietro i vetri della finestra di qualche casa di studente, a perdersi nella penosa contemplazione del suo cranio perduto che magari riposa, trasformato in abat-jour con una lampadina introdotta dal foro occipitale, sul comodino di qualche spiritoso e irrispettoso studente...
Requiescat in pace!

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