domenica 2 marzo 2014

Storia di una casetta disegnata da un bambino

Vivevo in una casetta in campagna, che sembrava il disegno di un bambino.
All'epoca scrivevo semplici storie su un delizioso quaderno a quadretti, seduto a un tavolino davanti alla porta della mia casetta, o, se pioveva, mi accomodavo a scrivere in cucina, vicino al fuoco che arde eternamente negli eterni caminetti di tutte le casette disegnate dai bambini.

Il giorno arrivava, e poi arrivava il pomeriggio, e poi la sera.
Tutto si svolgeva serenamente, come in una storia sempre uguale.
Ma bastavano i miei pensieri e la mia fantasia a rendere ognuna di quelle giornate sempre diversa... e poi chi lo ha detto che le giornate tutte uguali sono una brutta cosa? Nel mondo delle casette disegnate dai bimbi anche i giorni tutti uguali sono belli, e soprattutto non sono mai, mai noiosi.

E poi c'erano le stagioni.
Sì, anche sui quaderni a quadretti cambiano le stagioni.
C'è la primavera di tanti colori, l'estate verde e gialla, l'autunno rossiccio e l'inverno bianco.
Ovviamente c'è tanta neve.
E quando c'è la neve, la vita vi si nasconde sotto, accucciandosi ben bene al calduccio, come facciamo noi nella nostra casetta.

Poi in primavera, arrivano i profumi, tanti, buonissimi...

E d'estate arriva tanto sole per giocare all'aperto, e poi in autunno si pensa di nuovo a prepararsi al nuovo inverno, e si ricomincia a rifugiarsi in casa quando fuori inizia a piovere.
E' bello il rumore della pioggia, se hai una casetta, specialmente se si tratta di una di quelle casette disegnate dai bambini.

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