venerdì 24 aprile 2015

A dormire, per consentire agli oggetti di fare i loro dialoghi notturni...
Di notte, le cose parlano, ma gli umani non devono saperlo.

Qualcuno, ogni tanto, lo immagina...

giovedì 5 marzo 2015

Un'antica nostalgia: quella della casetta disegnata da un bambino...
Era un mondo fatato, che tuttavia un tempo doveva essere una parte consistente della realtà, quando potevi parlare con qualcuno senza che necessariamente vi fosse un interesse di mezzo.
O forse l'unico interesse era quello di parlare, di avere compagnia.
Reciproco...

Mi siedo a contare i fili d'erba nel vecchio giardino abbandonato, e penso: penso dove sia andato quel viso di antica porcellana che guardava dalla finestrella della casa vicina.

Poi mi perdo a contemplare l'orizzonte: là, laggiù, oltre quei monti inutili e stupidi nella loro pesante immensità, c'è una città, c'è la vita, la vita che corre sfrenata!

Questo, invece, è solo lo stupido, inesistente, inutile mondo delle casette disegnate dai bambini!
martedì 11 marzo 2014

Punti interrogativi

Si muove. Ha una faccia quadrata e poco tempo per sondare i misteri dell'esistenza.
Si, si muove, sempre...

Ma ha poco tempo.

Una sera che avevo un numero particolarmente alto di punti interrogativi nell'anima, cercai di costringerlo a stare vicino a me, per sviscerarli insieme.
Fremeva, sull'antica sedia su cui lo avevo convinto a sedere.
Lo sguardo vagava disperato all'intorno, senza posa.
Sudava.

Lo lasciai andare: "Vai", gli dissi, "o perderai il momento".

Considerai sorridendo gli infiniti momenti che ho perso io in tutta la mia vita.
e quindi mi affacciai alla finestra a contemplare da solo il vuoto
e riempirlo beatamente dei miei punti interrogativi.

No, non tutti sanno fermarsi a farsi domande.

O forse non vogliono.
giovedì 6 marzo 2014

La Soffitta

E' una Soffitta, una vecchia soffitta, uno stanzone con un letto, un tavolo zeppo di libri, carte e tazzine sporche di caffè, e libri, tanti libri.
Vi si accede da una scala esterna, che circonda l'edificio dando accesso anche all'appartamento del primo e unico piano sottostante.
Qui vivo io, adesso, in meravigliose Solitudini, da quando è accaduto il Tradimento.

Sì, quando la vita tradisce, hai due possibilità: l'una è uccidersi, ma mi manca il coraggio di fare una scelta definitiva: così ho trovato una via più adatta ai vili: andare a vivere nella Soffitta.
Ci sto da Re, io, nella Soffitta, sì: padrone di un tempo di pacate Tristezze e dolcissime Malinconie, che si snodano pian piano al suono di un vetusto Liuto, mentre contemplo, la sera, la piazza vuota dalla finestra...

Poi trovo in me stesso un po' di calore umano e mi stendo sul letto: forse una lacrima, forse un sorriso, e la Notte viene a parlarmi.



Ricordo un tempo, che il tempo aveva un sapore dolce... 
quando ero capace di nuotare nei tuoi occhi e lasciarmi trasportare dalla corrente delle tue parole;
quando ci si incontrava per incontrarsi e non perchè c'era qualcosa da fare;
quando ci si parlava per parlarsi e non per comunicare ordini e impegni;
quando ogni attimo era lì per esserci, e non per essere impiegato...

E ora mi preparo alla morte fra ingranaggi frenetici,
quando avrò esaurito l'ultimo rifugio dell'ultima, disperata fantasia.
 
mercoledì 5 marzo 2014

Le case antiche hanno molte storie da raccontare.
Le case antiche conoscono molti fantasmi.