Un'antica nostalgia: quella della casetta disegnata da un bambino...
Era un mondo fatato, che tuttavia un tempo doveva essere una parte consistente della realtà, quando potevi parlare con qualcuno senza che necessariamente vi fosse un interesse di mezzo.
O forse l'unico interesse era quello di parlare, di avere compagnia.
Reciproco...
Mi siedo a contare i fili d'erba nel vecchio giardino abbandonato, e penso: penso dove sia andato quel viso di antica porcellana che guardava dalla finestrella della casa vicina.
Poi mi perdo a contemplare l'orizzonte: là, laggiù, oltre quei monti inutili e stupidi nella loro pesante immensità, c'è una città, c'è la vita, la vita che corre sfrenata!
Questo, invece, è solo lo stupido, inesistente, inutile mondo delle casette disegnate dai bambini!
Era un mondo fatato, che tuttavia un tempo doveva essere una parte consistente della realtà, quando potevi parlare con qualcuno senza che necessariamente vi fosse un interesse di mezzo.
O forse l'unico interesse era quello di parlare, di avere compagnia.
Reciproco...
Mi siedo a contare i fili d'erba nel vecchio giardino abbandonato, e penso: penso dove sia andato quel viso di antica porcellana che guardava dalla finestrella della casa vicina.
Poi mi perdo a contemplare l'orizzonte: là, laggiù, oltre quei monti inutili e stupidi nella loro pesante immensità, c'è una città, c'è la vita, la vita che corre sfrenata!
Questo, invece, è solo lo stupido, inesistente, inutile mondo delle casette disegnate dai bambini!
