domenica 2 marzo 2014

Antico...

...e finalmente accadde.
Trasportato dalle note misteriose di un liuto, che nel loro stesso timbro musicale albergano un profondo, antichissimo mistero, viaggiai attraverso vetusti sentieri immersi in un bosco arcano, fino a una casa antichissima, che risiedeva nel mezzo di una radura, solenne, quasi sacra.

Mi stavano attendendo.
Il ritmo della giornata non poteva riprendere senza di me.
Mi ripresi dallo stordimento dovuto al lungo, frenetico, viaggio e alla prolungata permanenza in quegli strani luoghi dove avevo a lungo soggiornato... Facevo fatica a ricordare... fatica, sì...

Entrai nella vecchia stanza con i pesanti mobili in legno scuro, e sedetti davanti al caminetto.
Le note del liuto erano più intense, calde, misteriose, e vidi vicino al caminetto colui che lo suonava: era lui, sì, mi stava aspettando... con pazienza, negli anni, nei secoli... il tempo è relativo, in fondo...

Mi aspettavano per il dialogo della sera. Ricordavo, adesso, sì! Erano tutti lì, amici, familiari, tutti. Riabbracciando con la memoria le antiche consuetudini, ricordai il dialogo della sera, e i sorrisi, e la musica del liuto, e le mani che si carezzavano, e un buon bicchiere insieme...

Raccontai dello strano mondo alieno in cui ero stato, della vita che corre, che si compra, che si vende, che si strappa, che si lacera, che lacera il cuore, che corre, corre, e ancora corre, su spietate strade ferrate e in disperati abbandoni di freddo, ferro, plastica e baratri di solitudine e frenesia...

Poi non potei più andare avanti.

Presi un buon bicchiere, e socchiusi gli occhi, sprofondandomi nella vetusta poltrona, fra i vecchi amici, al suono dell'antico magico Liuto che aveva la facoltà di trasportarti avanti e indietro nel tempo...

Per fortuna, ero tornato.

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