giovedì 6 marzo 2014

La Soffitta

E' una Soffitta, una vecchia soffitta, uno stanzone con un letto, un tavolo zeppo di libri, carte e tazzine sporche di caffè, e libri, tanti libri.
Vi si accede da una scala esterna, che circonda l'edificio dando accesso anche all'appartamento del primo e unico piano sottostante.
Qui vivo io, adesso, in meravigliose Solitudini, da quando è accaduto il Tradimento.

Sì, quando la vita tradisce, hai due possibilità: l'una è uccidersi, ma mi manca il coraggio di fare una scelta definitiva: così ho trovato una via più adatta ai vili: andare a vivere nella Soffitta.
Ci sto da Re, io, nella Soffitta, sì: padrone di un tempo di pacate Tristezze e dolcissime Malinconie, che si snodano pian piano al suono di un vetusto Liuto, mentre contemplo, la sera, la piazza vuota dalla finestra...

Poi trovo in me stesso un po' di calore umano e mi stendo sul letto: forse una lacrima, forse un sorriso, e la Notte viene a parlarmi.



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