Ripensamento
Osservare i propri passi è uno sport poco praticato, come anche osservare le stelle...
Il mondo si muove troppo velocemente per poter indulgere in queste attività prive di senso, e quella sera anch'io avevo un appuntamento urgente nel quale avrei scambiato simpaticamente qualche stralcio di valore monetario con qualcun'altra persona od oggetto della mia città.
Invece, di punto in bianco, decisi di non andarci.
Qualcuno, anzi quasi tutti, in realtà, mi avrebbero dato del matto, ma prima di giudicare bisogna considerare che forse la maggior parte della gente avrebbe fatto come me, se solo avesse udito quel che udii io in quel momento.
Era una voce proveniente da un ramo di quel pino, la quale iniziò a raccontarmi una storia.
All'inizio non le diedi peso, ma poi, pian piano, mi appassionai a quella storia e riconobbi che la sua trama era davvero avvincente, tanto che non riuscii più a staccarmi da quel posto e dimenticai tutto il resto.
Gli alberi non raccontano storie come noi umani, ah, no, affatto! Il loro modo preferito di esprimersi è tramite la suggestione di immagini, e le loro trame sono fatte di immagini mute che si susseguono l'un l'altra...
vidi una mano che toccava il tronco, quindi due occhi tristi e ancora quella mano sporca di terra...
...poi un bambino che correva felice, e una foglia secca al suolo...
...e una donna serena seduta in una vecchia casa, e una porta, e un calice colmo di vino.
Vidi poi un vecchio, seduto davanti a un camino, intento a parlare pacatamente con alcuni ragazzi che gli si erano seduti vicino...
...e un robusto contadino tornare a casa e deporre gli attrezzi da lavoro con mani callose, e un sorriso stampato sul volto...
...e un cielo meditabondo d'autunno...
...e poi divenne sera, e due occhi guardavano le stelle...
...e poi divenne notte, e due mani si toccarono.
Fu così che decisi di entrare in quella storia per non uscirne più. Sono passati mesi ed io sto sempre all'interno della storia, all'interno di quella vecchia casa e all'interno dell'albero, e francamente non ho alcuna voglia di uscirne.
Ho scoperto che nelle storie raccontate dagli alberi abbiamo tutti un'anima.
Fuori, invece, abbiamo soltanto un valore sul mercato.
Il mondo si muove troppo velocemente per poter indulgere in queste attività prive di senso, e quella sera anch'io avevo un appuntamento urgente nel quale avrei scambiato simpaticamente qualche stralcio di valore monetario con qualcun'altra persona od oggetto della mia città.
Invece, di punto in bianco, decisi di non andarci.
Qualcuno, anzi quasi tutti, in realtà, mi avrebbero dato del matto, ma prima di giudicare bisogna considerare che forse la maggior parte della gente avrebbe fatto come me, se solo avesse udito quel che udii io in quel momento.
Era una voce proveniente da un ramo di quel pino, la quale iniziò a raccontarmi una storia.
All'inizio non le diedi peso, ma poi, pian piano, mi appassionai a quella storia e riconobbi che la sua trama era davvero avvincente, tanto che non riuscii più a staccarmi da quel posto e dimenticai tutto il resto.
Gli alberi non raccontano storie come noi umani, ah, no, affatto! Il loro modo preferito di esprimersi è tramite la suggestione di immagini, e le loro trame sono fatte di immagini mute che si susseguono l'un l'altra...
vidi una mano che toccava il tronco, quindi due occhi tristi e ancora quella mano sporca di terra...
...poi un bambino che correva felice, e una foglia secca al suolo...
...e una donna serena seduta in una vecchia casa, e una porta, e un calice colmo di vino.
Vidi poi un vecchio, seduto davanti a un camino, intento a parlare pacatamente con alcuni ragazzi che gli si erano seduti vicino...
...e un robusto contadino tornare a casa e deporre gli attrezzi da lavoro con mani callose, e un sorriso stampato sul volto...
...e un cielo meditabondo d'autunno...
...e poi divenne sera, e due occhi guardavano le stelle...
...e poi divenne notte, e due mani si toccarono.
Fu così che decisi di entrare in quella storia per non uscirne più. Sono passati mesi ed io sto sempre all'interno della storia, all'interno di quella vecchia casa e all'interno dell'albero, e francamente non ho alcuna voglia di uscirne.
Ho scoperto che nelle storie raccontate dagli alberi abbiamo tutti un'anima.
Fuori, invece, abbiamo soltanto un valore sul mercato.
