Scegliersi una vita
Era un uomo quadrato e positivo.
Aggressivo quanto basta e anche di più.
Vorace, materiale.
Era inquadrato nella sua professione, nel suo nome e nella sua origine, e nel tentare di guardare dietro i vetri dei suoi occhiali, impresa pressochè impossibile, mi domandavo cosa ne sarebbe stato di lui se fosse stato improvvisamente abbandonato nel posto più isolato del più desolato dei deserti...
Credo che ne sarebbe morto...
Ma a volte in certi casi una strana alchimia si crea nella mente, ed è allora che alcuni di questi uomini iniziano veramente a vivere, per rendersi conto, qualora siano particolarmente intelligenti, che quella precedente non era neanche la più pallida parodia di una vita propriamente detta.
Un giorno conobbi un eremita che viveva su una montagna sperduta.
Al mattino salutava il Sole con un ampio gesto della mano, quindi andava cantando in cerca di qualcosa di commestibile nelle desolate vallate o scendeva in paese a comprare del cibo.
Non aveva denaro, ma i paesani erano ben contenti di ascoltare le sue Storie, e questa era la moneta con cui pagava un pezzo di pane e formaggio o qualche frutto al negozio di generi alimentari.
Poi si rifugiava nelle sue Solitudini, e allora veniva il bello: egli sprofondava in mondi che nessun altro potrà mai conoscere, e ne cavava parole sublimi e storie fantastiche, e perle di saggezza infinita...
-Un giorno- mi disse, -mi chiamavano dottore, e mi rispettavano, e si inchinavano davanti a me... poi quando ero passato cambiavano espressione e mi odiavano, e mi insultavano di nascosto, e architettavano mille modi per farmi del male.
-Quando si accorsero che io non ero in grado di fare del male agli altri iniziarono a isolarmi dal loro contesto.
-E poi, quando me ne accorsi anch'io, completai l'isolamento, mi misi in cammino ed eccomi qua.
-Non è facile scegliersi una vita...
Aggressivo quanto basta e anche di più.
Vorace, materiale.
Era inquadrato nella sua professione, nel suo nome e nella sua origine, e nel tentare di guardare dietro i vetri dei suoi occhiali, impresa pressochè impossibile, mi domandavo cosa ne sarebbe stato di lui se fosse stato improvvisamente abbandonato nel posto più isolato del più desolato dei deserti...
Credo che ne sarebbe morto...
Ma a volte in certi casi una strana alchimia si crea nella mente, ed è allora che alcuni di questi uomini iniziano veramente a vivere, per rendersi conto, qualora siano particolarmente intelligenti, che quella precedente non era neanche la più pallida parodia di una vita propriamente detta.
Un giorno conobbi un eremita che viveva su una montagna sperduta.
Al mattino salutava il Sole con un ampio gesto della mano, quindi andava cantando in cerca di qualcosa di commestibile nelle desolate vallate o scendeva in paese a comprare del cibo.
Non aveva denaro, ma i paesani erano ben contenti di ascoltare le sue Storie, e questa era la moneta con cui pagava un pezzo di pane e formaggio o qualche frutto al negozio di generi alimentari.
Poi si rifugiava nelle sue Solitudini, e allora veniva il bello: egli sprofondava in mondi che nessun altro potrà mai conoscere, e ne cavava parole sublimi e storie fantastiche, e perle di saggezza infinita...
-Un giorno- mi disse, -mi chiamavano dottore, e mi rispettavano, e si inchinavano davanti a me... poi quando ero passato cambiavano espressione e mi odiavano, e mi insultavano di nascosto, e architettavano mille modi per farmi del male.
-Quando si accorsero che io non ero in grado di fare del male agli altri iniziarono a isolarmi dal loro contesto.
-E poi, quando me ne accorsi anch'io, completai l'isolamento, mi misi in cammino ed eccomi qua.
-Non è facile scegliersi una vita...
