Beh... l'aiola è perfettamente circolare e quindi è sicuramente un luogo bello a vedersi.
Certo, quando piove ci sono due esigenze: non bagnarsi troppo e non avere freddo. Un po' ci si può anche bagnare, per carità, ma la cosa fondamentale è non avere freddo: è una cosa che non sopporto, e purtroppo è un frequente effetto collaterale del vivere in un'aiola.
Qualche coperta e un telo impermeabile, usati al meglio, possono andare benissimo.
Sistemato in questo modo, adesso il problema fondamentale è la noia:
non potendosi muovere, sarà difficile trovare il modo di passare il tempo...
In un'aiola non si può usare un computer, se non altro perchè non esistono prese di corrente dove attaccare la spina.
Neanche un cellulare per lo stesso motivo.
Certo, l'uno e l'altro di questi strumenti si potrebbero anche usare a batteria, a condizione di
trovare un luogo dove attaccare la spina ogni tanto per ricaricarla...
La grettezza umana non mi stupisce più, per cui non mi stupisce il fatto che nessuno ti concederà di attaccarti alla sua rete elettrica senza un'adeguata remunerazione, e per quanto riguarda il denaro ho problemi più importanti da risolvere, quindi l'approvvigionamento elettrico passa necessariamente in secondo piano.
Già... si può mangiare senza denaro? Questa società ti costringe a dipendere in modo patologico da quei pezzi di carta colorata! Bella roba!
Prima si procede all'annientamento sistematico degli animali selvatici e alla recinzione di tutti gli alberi da frutta e delle piante commestibili... poi si pretende che tu possa ottenere del cibo soltanto dando alcuni di quei pezzi di carta a chi ha recintato le piante o segregato gli animali in luoghi chiusi!
Tutto questo non è assolutamente sportivo, no, è profondamente ingiusto!
Si dovrebbe dare la possibilità di scegliere, ad ognuno di noi, se vivere con il sistema dei
pezzi di carta o procurarsi il cibo da sè, con la caccia o la raccolta, senza dover seguire obbligatoriamente quegli assurdi rituali previsti per ottenere i pezzi di carta.
Oh, nessun problema! Non avrei alcun problema, io, ad andare a caccia, se solo non avessero sterminato la selvaggina.
Idem per la raccolta di vegetali commestibili.
Tutto questo è diabolico, assolutamente diabolico!
Però mi ricordo un'antica storia, che parlava di un uomo che viveva anche lui in un'aiola, il quale andava nei paesi e nei villaggi, e raccontava storie bellissime, e cantava meravigliose canzoni, e la gente dei paesi e dei villaggi, che apprezzava le belle storie e le meravigliose canzoni, anche se era gente che teneva recintati gli animali e le piante commestibili, gli dava roba da mangiare in cambio delle sue storie e delle sue canzoni.
Tutto ciò era bello.
Era bello perchè quest'uomo era diventato amico dei buoni paesani, e i buoni paesani amici suoi.
Erano tempi diversi, in cui si poteva ancora vivere nelle aiole...
Poi la televisione disse che gli uomini che vivevano nelle aiole erano cattivi, e i buoni paesani, vecchi amici di quell'uomo, non vollero più essere suoi amici perchè la
televisione aveva svelato loro l'inganno.
Così tutti smisero di dare cibo a quell'uomo, e invece di ascoltare le sue storie e le sue canzoni si misero ad ascoltare le storie e le canzoni della televisione.
E così l'uomo dell'aiola si trasferì in paese e si trovò un lavoro, e non raccontò più storie e non cantò più canzoni, ma ascoltò anche lui le storie e le canzoni della
televisione, e l'aiola restò deserta per sempre.
Questa è una storia triste.
Le storie della televisione, invece, erano sempre allegre.
Facendo qualche lavoretto qua e là, forse qualche pezzo di carta colorata potrei anche ottenerlo, in modo da darlo a quelli che recintano piante e animali in cambio di qualcosa da mangiare.
In fondo non ho bisogno di molto altro.
Sai, ho fatto una scoperta molto importante, alla quale forse nessuno è mai arrivato: la maggior parte della gente ha bisogno di tanto denaro perchè ha bisogno di comprare simboli.
Già! Simboli! Roba che ha l'unico scopo di mostrare agli altri che si è persone importanti, rispettabili, degne di stima.
Parliamoci chiaro: da queste parti, e nel raggio di molte migliaia di chilometri, la gente tiene molto alla stima degli altri, ossia al fatto che gli altri li ritengano persone di valore...
Il bello è però che la cosa che più dà valore a una persona è il possesso di grandi quantità di quei pezzi di carta colorata: più ne hanno e più cresce la stima degli altri nei loro confronti.
Mi sembra chiarissimo che tutto questo è sintomo di una grave patologia mentale! Come può mai essere che una persona venga stimata non per quello che è ma per quello che ha?
Per quanto riesco a concepire io, sono le qualità intrinseche di una persona ad esprimere il suo valore, non gli oggetti in suo possesso: infatti, essendo questi oggetti diversi dalla persona, come può il loro valore rappresentare il valore della persona, che è una cosa distinta e separata?
Comunque, in tutto questo delirio, i fatti sono questi: la persona viene valutata per i denari che possiede.
Ovviamente, però, per essere stimato un uomo non può tenersi per sè i suoi denari ma deve mostrare agli altri di esserne in possesso: così deve impiegare parte di questi denari per acquistare oggetti che mostrino agli altri la sua disponibilità di denaro. Questi oggetti sono quindi,
appunto, SIMBOLI del denaro.
Francamente, di comprar simboli non ne ho nessuna voglia! Sarà che della stima altrui non è che mi importi poi molto...
Oggi il cielo mi ha cantato una strana canzone: questa mattina era un'allegra melodia in sol maggiore, limpida e cristallina, che si è poi trasformata in una fragorosa marcia trionfale con un
fragore di ottoni a volte veramente fastidioso...
A sera, invece, è andata a finire in do minore, con un continuo rullare di timpani in sottofondo e la musica spezzata di violini disperati.
Qualcuno direbbe che stamattina era sereno, quindi ha cominciato a picchiar forte il sole, quindi a sera c'è stato un temporale... ma a me piace esprimermi per sinestesie.
È un modo di passare il tempo mentre aspetto che spiova accucciato nella mia coperta sotto il telo impermeabile.
Credo che la cosa che più manchi a chi vive in un'aiola sia il contatto con una voce amichevole e una mano calda... ma poi mi consolo col fatto che queste cose mancano spesso anche a chi vive in una
villa con venti stanze. Forse anche di più.